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Alleanza atlantica e Csce (1969-1975):prove tecniche di un polo europeo

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Nel porre in essere la distensione con il blocco comunista, gli occidentali condividevano alcune premesse di base: la risoluzione della questione fondamentale della sicurezza europea, il problema tedesco, non poteva precedere il dialogo, ma sarebbe invece scaturita dall’individuazione di interessi comuni con l’Urss, e dal suo conseguente coinvolgimento nella stabilità del continente; le nuove relazioni Est-Ovest, così come la sicurezza effettiva dell’Europa, non potevano prescindere da un saldo e leale ancoraggio all’alleanza atlantica. Tuttavia, la fluidità delle relazioni internazionali nei primi anni Settanta investiva anche i rapporti interni al mondo occidentale, determinando una differenziazione evidente tra le due sponde dell’Atlantico. La nuova concezione «nixingeriana» dell’ordine internazionale dette più ampio spazio di manovra all’Europa occidentale, che con il rilancio dell’Aja avviava la ricerca della propria identità e ruolo internazionale. Fu del tutto naturale che il primo campo d’azione fosse il dialogo con il blocco comunista per porre fine alla rigida e ostile divisione del continente, al fine di instaurare una cooperazione che, nel rispetto di regimi diversi, garantisse mutui benefici agli Stati e ai popoli coinvolti. La distensione degli europei aveva, però, in sé un dinamismo e una carica rivoluzionaria che non potevano essere compatibili con la visione strategica globale delle superpotenze, il cui dialogo accrebbe l’interesse al mantenimento dello status quo. La Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (Csce) fu per i Nove della Cee l’occasione per prendere atto di tale divergenza di interessi e si rivelò il contesto ideale in cui rinsaldare la propria coesione e perseguire i propri obiettivi specifici. L’esperienza avrebbe fornito un’azione dimostrativa e carica di significati non solo per l’Unione Sovietica, ma anche per gli alleati atlantici, e in particolare per gli Stati Uniti, con i quali era in corso un difficile processo di ridefinizione dei rapporti e delle responsabilità.

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